ROTARY, SANITA’ E SCUOLA VARESINE CONTRO L’HPV

All’interservice fra i Rotary del Lago Maggiore svoltasi giovedì 15 settembre nella prestigiosa cornice dell’Hotel Camin di Colmegna di Luino era presente il Gotha della Sanità varesina. Ma anche rappresentanti della scuola, come la dottoressa De Giorgi dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Varese. Tutti uniti per un fine comune: la prevenzione dall’HPV e la diffusione di una corretta informazione sul virus, le sue conseguenze e l’importanza della vaccinazione.

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IL PROGETTO ROTARIANO STOP HPV

Si tratta di un’iniziativa di prevenzione e di informazione sulla vaccinazione contro questo virus subdolo che colpisce 500mila donne l’anno in Europa (con 25mila decessi l’anno) e che in Italia miete ogni anno 3500 nuove vittime di cancro alla cervice uterina. Dati allarmanti che hanno indotto alcuni club varesini a unire i propri intenti per fare qualcosa insieme.

“Questa serata è significativa per due motivi” ha esordito il dottor Franco Interdonato, presidente del club Sesto-Angera-LagoMaggiore e direttore sanitario dell’ospedale Ondoli di Angera. “Per la valenza del progetto tecnico-scientifico e per l’unione dei nostri club, che hanno saputo mettere da parte i campanilismi e unire le proprie forze per operare un unico service”. Opinione condivisa dagli altri presidenti: Tullio Macchi del club Laveno-Luino-AltoVerbano, Alberto Macchi presidente del RC Varese-Verbano, Adriana Brosca presidentessa del club di Tradate e dal rappresentante piemontese Michele Clemente del RC Arona-Borgomanero.

BRAVI: LA VACCINAZIONE E’ IMPORTANTE

Al direttore generale di ASST Sette Laghi Callisto Bravi l’onore di introdurre il tema della serata e di parlare dell’importanza della vaccinazione a copertura dei ceppi oncogeni più pericolosi di HPV. “C’è molta disinformazione sui vaccini, e la copertura vaccinale sta diminuendo” ha spiegato “ma questo è da irresponsabili”. “È necessario creare consapevolezza della sicurezza e dell’efficacia a lungo termine di questo vaccino” ha aggiunto Alberto Macchi. “Il nostro progetto si propone di fare informazione e di sensibilizzare i ragazzi/e (l’80% di loro si infetta al debutto sessuale e il vaccino deve essere somministrato fra i 9 e i 25 anni), ma anche i genitori, restii a vaccinare le figlie, i docenti, gli operatori medici, i media e le istituzioni. È necessario sfatare le false convinzioni”. Il vaccino per l’HPV è fornito dal Servizio sanitario nazionale gratuitamente alle dodicenni. Poi è a pagamento e costa all’azienda circa 60 euro, ma al privato 187 euro e va ripetuto per tre volte. La sua importanza è illustrata dal dottor Paolo Beretta: “infezione persistente può essere causa di tumore. Il cervicocarcinoma ha una storia anche di 20/30 anni. Inoltre il virus può colpire oltre all’utero anche altri organi come l’ano o il cavo orofaringeo. I controlli riducono il rischio oncologico e permettono di evidenziare eventuali lesioni”. Il vaccino è presente in Italia dal 2005 e in 5 anni si è rilevata una riduzione del 50% delle lesioni a basso rischio (i ceppi virali sono oltre 120 ma quelli oncogeni sono solo alcuni). “La vaccinazione va diffusa anche ai maschi” conferma il dottor Daniele Brignoli. Sulla base di questi consigli, come media lanciamo il messaggio: la vaccinazione è importante. I Rotariani lo hanno compreso e acquisteranno dosi di vaccino per la somministrazione. La scuola varesina dal canto suo s’impegnerà a sensibilizzare docenti, alunni e genitori sui rischi dell’HPV e sui benefici della vaccinazione.

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