Intervista a Gianni Spartà che presenta il suo libro “Dimmi perché parti”

Il noto editorialista e giornalista del quotidiano “La Prealpina” vuole in questo libro ricordare le sue numerose avventure fatte con la bicicletta, a piedi ,nei vari cammini, dove ha scoperto storie ed emozioni che le racconta nel libro.

La prefazione del libro è stata curata dal campione del ciclismo Vincenzo Nibali,che ha voluto rendere omaggio al grande giornalista siciliano di origine ma varesino di adozione.

Gianni cosa racconti in questo libro?

Inizio con riassumere il viaggio di Marzia una ragazza disabile a cui è dedicata la terza copertina, che ha percorso 170 km con tanta voglia e determinazione Per Marzia è stata una emozione unica che rimane per tutta la vita.

Quando è scattata l’idea di scrivere questo libro?

Mentre andavo in Sicilia in bicicletta, a Parigi, e nel panoramico giro Toscana Marche. In questo libro racconto 40 anni di viaggi. Tra questi la via Francigena, ed il Cammino di Santiago Ho avuto tanti amici che mi hanno insegnato ad osservare l’universo, la natura, ascoltare le persone. Tra i tanti vorrei ricordare il grande amico Salvatore Furia, che mi ha insegnato a contemplare terra, acqua, fuoco, e aria. L’esistenza dell’uomo si consuma tra questi quattro elementi.

Cosa rappresenta per te il fuoco?

La passione che c’è in ognuno di noi. Per me è la bicicletta e le avventure. non potrò mai dimenticare la prima attraversata della penisola. Varese Messina. Compagni di viaggio un magistrato, ed un consulente del lavoro. Abbiamo percorso 1575 in nove tappe.

C’è un episodio che ti ha emozionato tantissimo ?

Si , l’incontro con un cecchino della legione straniera che aveva trucidato più di trecento vittime. Era un fantasma, cercava di porre in qualche modo i propri tormenti, ma purtroppo per lui la notte era un incubo, si svegliava ricordando quei morti ammazzati.

Per te quale finalità ha questo libro?

Un istruttivo viaggio dell’anima ricordo una frase che disse Rita Levi Montalcini che conobbi a casa di Alfredo Ambrosetti. La ultracentenaria mi disse. Ricordati sempre è meglio aggiungere vita ai giorni che giorni alla vita

Claudio Ferretti

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