CHEF & BENEFICENZA. A BESOZZO LA CHARITY HA UN GUSTO IN PIU’

 

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A Besozzo, nel fashion store di Porrini Moda fervono i preparativi per il gran galà benefico A Portata di Stelle che la Fondazione Ponzellini di Varese, insieme alla famiglia Porrini e a Cornelia Patella di Cornelia In hanno deciso di promuovere per finanziare la dotazione di un reparto neonatale dell’ospedale di Kimbondo a Kinshasa (Congo). All’evento parteciperanno grandi nomi della cucina italiana: tre chef che hanno ottenuto il riconoscimento della prestigiosa guida Michelin: i fratelli Roberto ed Enrico Cerea (tre stelle Michelin), Alfonso Caputo (due stelle), Alberto Tonizzo (una stella). Accanto a loro, un astro nascente dell’arte culinaria, Marco Mainardi, che gioca in casa, essendo di origini besozzesi. Tutti e quattro parteciperanno a titolo completamente gratuito all’evento charity che si svolgerà a Besozzo il 10 novembre 2016, ore 20.30 da Porrini Moda & Casa. “ Quattro prestigiosi nomi della cucina italiana si ritroveranno insieme nella nostra provincia e cucineranno a scopo benefico per i partecipanti alla cena” commentano con orgoglio gli organizzatori del galà “e Besozzo diventerà palcoscenico per una serata di eccellenza, gusti soprafffini, stile e generosità, che unirà gusto a solidarietà per i bambini meno fortunati. Speriamo che in molti aderiscano a questa splendida occasione, anche per degustare piatti di alta cucina, oltre che per fare del bene”. Gli chef dal canto loro sono felici di prendere parte a questa manifestazione, che riunisce quattro guru dei fornelli provenienti da Nord a Sud. “Sono soddisfatto di partecipare e di regalare qualche ora di benessere e felicità agli invitati. Ma soprattutto di contribuire a migliorare la vita delle persone meno fortunate” spiega Alfonso Caputo de La Taverna del Capitano di Massa Lubrense (NA), sulla costiera sorrentina. “Promuovo tanti eventi di solidarietà in insolite location, anche nelle carceri. Però ci sono troppe regole da seguire, per esempio quelle sulla sicurezza, le norme igienico-sanitarie e non ultimo, la burocrazia. Spesso le lunghe attese per ottenere una risposta scoraggiano le buone intenzioni. Ma io e mia sorella Maria non ci tiriamo mai indietro quando il fine è nobile”. Anche gli altri chef raccontano del loro rapporto con la solidarietà. “Per fare veramente beneficenza ci vuole un insieme di forze che vadano verso lo stesso scopo. Bisogna essere sicuri di persone ed enti a cui si affidano i soldi” dice Marco Mainardi executive chef di Fino Beach, Cala Sassari in Sardegna. “In questo caso però ho piena fiducia nella Fondazione Ponzellini di Varese. Certo, organizzare un evento di beneficenza è impegnativo ci sono tante barriere burocratiche, se fosse più semplice ne farei di più”. Anche Roberto Cerea, titolare con il fratello Enrico di Da Vittorio Relais & Chateaux a Brusaporto nella Bergamasca, organizza parecchie cene charity, soprattutto nel loro ristorante. “In questo caso, essendo a casa nostra, tutto avviene in modo semplice e veloce perché lo gestiamo direttamente. Un esempio? I membri dell’associazione disabili locale mangiano da noi pagando meno della metà degli altri clienti”. Chiude la serie Alberto Tonizzo di Al Ferarùt di Rivignano, in provincia di Udine: “il popolo italiano è noto per la solidarietà. Certo, chi organizza spesso si scontra con ostacoli burocratici, che però riguardano ogni evento, non solo quelli di charity. Tuttavia essere solidali con il prossimo è molto importante. A parer mio la solidarietà è condivisione, in un mondo sempre più frenetico e attento alla produttività è importante fermar ci a riflettere su questo messaggio. Ci credo molto, per me è anche una questione di fede. E sono sempre presente nelle iniziative per aiutare il prossimo, come a Besozzo”.

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