ALLERGIA AL NICHEL

Parlare di allergia al nichel non è semplice. La prima cosa a cui la gente pensa, quando si fa menzione di questo disturbo, è una sorta di “fastidio nei confronti di tutto ciò che è bigiotteria”. Non ci si domanda mai se questa allergia possa provocare altri disturbi, decisamente molto più seri, che arrivano addirittura ad invalidare la vita di chi ne soffre… eppure è così. L’allergia al nichel è un’allergia subdola, poiché questo metallo è presente ovunque, anche negli alimenti. Chi soffre di questa allergia trova più difficoltà nel reperire alimenti permessi, rispetto ai celiaci, decisamente più tutelati. Parliamo di cioccolato, carote, cipolle, mais, spinaci, cavoli, cavolfiori, crostacei, farine integrali di ogni tipo, olio d’oliva, olio di semi, insaccati, legumi, frutta secca, cibi conservati o in scatola, lieviti, the, pectina, uova, … e la lista si allunga, e non sembra avere fine. Di base, noi tolleriamo una quantità di nichel che non debba superare un certo limite. Questa quantità si riduce negli allergici a questo metallo. I sintomi più comuni interessano l’apparato gastro-intestinale, con insorgenza di gastrite, nausea, vomito, diarrea, coliche dolorose, spasmi… ma anche asma, eruzioni cutanee, sonnolenza, mal di testa… i classici sintomi di un’allergia che, se trascurata, può causare danni molto gravi. Come diagnosticare questa allergia? Esiste un test non invasivo, chiamato “patch test”, una sorta di “grossi cerotti” che vengono applicati sulla schiena del paziente, per un tempo massimo di 72 ore. Sotto ogni cerotto, vi sono molteplici sostanze, tra cui i metalli, che vengono a contatto con la pelle. Trascorso il tempo, l’allergologo (e solo questa figura professionale, non altre!), stacca i cerotti e osserva le reazioni cutanee. Quando una persona è allergica al nichel, nella zona specifica si formeranno pomfi o vescicole, ed il grado di intensità verrà indicato da una formula “+”, che può arrivare fino ad un massimo di 4 “+”. Sensibilizzare il più possibile l’opinione pubblica è doveroso, poiché, come già scritto, chi soffre di quest’allergia non trova il giusto supporto, nemmeno dalla classe medica, spesso inerme, di fronte a questo disturbo che sta dilagando sempre di più. E’ necessario, quindi, che chiunque scopra di essere affetto da quest’allergia si affidi in mani esperte, si confronti con altri allergici, e, soprattutto, non si scoraggi: le alternative devono essere cercate con costanza e con positività d’animo. Ci sarebbero molte più cose da dire, al riguardo, ma non basterebbe un articolo. Basti sapere che io sono una di queste persone affette da questa allergia, oltre ad altre molteplici allergie da quando ero bambina, e che, una volta aver scoperto la causa dei miei disturbi, ho incanalato la mia creatività nella produzione di dolci appositamente realizzati per chi si trova di fronte a numerose limitazioni alimentari. Ricordiamoci che la parola d’ordine è una sola: sensibilizzazione. Un giorno, sull’allergia al nichel si saprà molto di più. Nel frattempo, non stanchiamoci di informarci e studiare.

Paola Elena Ferri

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10 Responses

  1. Grazie per la spiegazione. Mi è stata diagnosticata un’allergia al nichel ++, oltre ad una lieve intolleranza al lattosio.
    E’ possibile conciliare il veganesimo con questi disturbi?

    • E’ molto difficile essere vegani, quando si soffre di allergia al nichel. In effetti, il nichel è contenuto in moltissime verdure e nella frutta. Sarebbe meglio evitare il veganesimo, per non dover ricorrere ad integratori.
      Per ciò che riguarda l’intolleranza al lattosio, bisogna evitare il latte di soia, poiché contiene nichel, e privilegiare altri tipi di “latte”, come quello di cocco o quello di riso.

  2. Buongiorno.
    Vorrei sapere se esistono delle alternative agli alimenti che contengono nichel. Io, per esempio, sono golosa di cioccolato ma non posso mangiarlo, a causa di questo disturbo.
    Volevo anche sapere se l’acciaio inox va bene, per cuocere i cibi.
    Grazie per la risposta.

    • Salve.
      Esistono molte alternative, ma bisogna avere la volontà di cercare e, soprattutto, di cucinare in prima persona. Spesso, infatti, le pubblicità ci bombardano degli stessi alimenti, di cibi preconfezionati, di cui si parla poco riguardo agli ingredienti. Leggere l’etichetta è la cosa più importante da fare, quando si va a fare la spesa.
      In quanto al cioccolato, esiste un prodotto a base di carrube, che ha lo stesso sapore del cacao, con un retrogusto al caffè. E’ possibile realizzare da soli una crema di carrube, acquistando online la farina della polpa, da distinguersi dalla farina di semi, che è solo un addensante.
      L’acciaio inox non va assolutamente bene, per cucinare: è una lega che contiene nichel, soprattutto nelle versioni 2Xx e 3XX. Si deve assolutamente prediligere l’utilizzo di pentole in ceramica, antiaderenti, in vetro….

      • Salve, anche io sono allergica ++, principalmente con manifestazioni cutanee (eczema sulle mani) .Seguo una dieta abbastanza rigorosa, concedendomi qualche strappo quando sto bene. Che io sappia anche cocco e carrube (ahimè..) contengono nichel, poi certo si decide in base al grado di tolleranza personale.

        • Salve, Francesca.
          Il cocco contiene nichel sostanzialmente quando è stato ridotto in scaglie, poiché la lavorazione lo introduce nell’alimento. Quando è fresco, è una valida alternativa a molti altri frutti.
          Una domanda: l’eczema ce l’ha solo sulle mani?

        • Salve come lei sa il nichel è contenuto anche in moltissimi prodotti per la cura della persona e della casa. La mia azienda dispone di prodotti senza nichel di alta qualità e bassissimo costo. Potrebbe interessarle il discorso?

          • Buongiorno, Elisa.
            Non esistono prodotti “nichel free”, perché, nella lavorazione degli stessi, nonostante gli ingredienti possano essere quasi anallergici, vengono impiegati macchinari costruiti con leghe metalliche, ricche di nichel. Una certa quantità, quindi, contamina inevitabilmente i prodotti. la dicitura corretta e onesta è “nichel tested”, che non garantisce l’assenza di reazioni allergiche, ma che garantisce una serie di verifiche fatte da persona competenti, le quali affermano quanto sopra riportato.
            Questo articolo, inoltre, non nasce con l’intento di indurre a comprare un prodotto rispetto ad un altro.
            La invito, quindi, ad acquisire maggiori informazioni riguardo a questa allergia, proponendo i suoi prodotti a personale specializzato, il quale provvederà a testarli.
            Grazie.

  3. buongiorno io soffro di allergia al nickel che mi provoca soprattutto prurito e bruciore, in tutto il corpo soprattutto nelle parti intime…non sapevo che l’olio non andasse bene eneppure il cocco in scaglie…grazie

    • Francesca, buongiorno.
      Il suo problema è più dermatologico, quindi?
      Le suggerisco di affidarsi ad un allergologo e un dermatologo di fiducia che, insieme al suo medico di base, possano seguirla con attenzione in questo percorso alla ricerca del benessere.
      Consideri che il nichel va in accumulo. Per questo, il mio allergologo mi ha prescritto una dieta di soli 19 alimenti, da seguire per 7 giorni al mese, che ha lo scopo di depurare il corpo da quasi ogni traccia di nichel.

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